PEDARA (CT) — Un conto alla rovescia drammatico quello che sta vivendo in queste ore la famiglia Chillemi a Pedara. Sul balcone della propria abitazione è comparsa la bandiera del portale e movimento di denuncia Salvate.eu, un segnale di protesta e un appello disperato per accendere i riflettori su una vicenda dolorosa e contorta.
Domani scade il termine ultimo fissato dal giudice per il «rilascio» dell’immobile, venduto all’asta giudiziaria. Una data che segna l’incubo dello sfratto esecutivo per i tre componenti del nucleo familiare, che si vedranno costretti a lasciare le mura domestiche sotto la presidenza degli ufficiali giudiziari.
Dalla proprietà ai servizi sociali: una vicenda da chiarire
I tre familiari cercano ancora di capire come sia stato possibile finire in una spirale sfociata nella vendita forzata del bene e nell’arrivo imminente della forza pubblica alla porta.
Di fronte alla prospettiva imminente di rimanere letteralmente in mezzo alla strada, la famiglia Chillemi ha dovuto fare ricorso all’assistenza dei servizi sociali del Comune, nel tentativo di individuare una soluzione abitativa temporanea o una rete di protezione che eviti l’emergenza totale.
Un simbolo di protesta e la richiesta di giustizia
L’esposizione del drappo di Salvate.eu rappresenta l’ultimo tentativo di chiedere trasparenza e fermare un’esecuzione che rischia di consumarsi prima che tutte le ombre sulla procedura siano state chiarite.
Mentre le ore scorrono veloci verso la data limite imposta dal tribunale, la comunità locale e le associazioni a tutela del diritto all’abitare seguono con apprensione l’evoluzione di una storia che è lo specchio di una piaga sociale sempre più diffusa nei comuni dell’etneo
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